Nonostante la recente ed ancora in atto crisi esistenziale e/o d'identità, e malgrado spesso mi senta dire, che non ho l'aspetto, è anche pur sempre vero che invece altre volte mi sento dire che sì, "sei proprio un ingegnere" e che la percentuale di risposte a cui rispondo "dipende" non mi lascia scampo. E quindi in qualche modo sì, sono un ingegnere (qualunque conseguenza possa avere). Partendo da ciò pongo sotto forma pseudo matematica alcuni pensieri. Il teorema che segue è semplicissimo e parte da alcuni assiomi universalmente riconosciuti:
- Approssimeremo le emozioni in due categorie: belle e brutte. Trascureremo inoltre casi singolari che esulano dal campo di interesse. Queste possono sembrare semplificazioni eccessivamente limitanti ai fini di una analisi completa ed asaustiva, ma permetteranno di contenere la lunghezza del post entro il numero di caratteri accettabili dal sistema.